
Un albero stilizzato con le radici ben affondate nella terra (madre) e nelle culture delle comunità del cibo, con lunghi rami distesi nell’aria su cui far maturare i frutti, e i prodotti, del loro sapere. E’ questa l’immagine metaforica che
Slow Food ha scelto per la settima edizione del
Salone Internazionale del Gusto, in programma al Lingotto Fiere di Torino
dal 23 al 27 ottobre. Un vero e proprio viaggio alle radici del cibo che quest’anno, per la prima volta, si svolge

rà contemporaneamente a
Terra Madre, giunto alla sua terza edizione, il grande meeting internazionale nel quale migliaia di cuochi, contadini, allevatori, pescatori e produttori alimentari, giunti da ogni angolo del mondo, si ritrovano per discutere di globalizzazione virtuosa, basata su un’agricoltura a dimensione più umana e locale.
Tra le tante iniziative in cui si articola la kermesse torinese,
l’Abruzzo del gusto si è ritagliato un posto di assoluto rilievo, proponendo le proprie eccellenze enogastronomiche attraverso una serie di incontri, cene e degustazioni curate direttamente da una squadra di chef, produttori, agricoltori ed addetti ai lavori di altissimo livello.

Si comincia
venerdì 24 ottobre, quando sul palcoscenico del
Teatro del Gusto salirà
Niko Romito, giovane chef del
Reale di Rivisondoli, prima, e per il momento unica, stella Michelin d’Abruzzo, nonché primo Tre Forchette premitato dal
Gambero Rosso nell’ultima edizione della guida, il quale, davanti ad una platea di attenti ed esigenti gourmet, si cimenterà con un piatto che è diventato ormai un classico: la croccante espressione di lingua.
Due gli appuntamenti previsti all’interno dei
Laboratori del Gusto:
sabato 25 ottobre saranno di scena “
I pastori dell’Appennino abruzzese”, la comunità di Terra Madre che rappresenta il recupero della pastorizia tradizionale transumante attraverso la produzione di formaggi, a latte crudo, biologici, mentre
do
menica 26 ottobre si parlerà di “
Carne e fumo”, ovvero delle tecniche di affumicamento capaci di conferire alle carni sapori inconfondibili, come testimonia la mortadella di Campotosto.
Per quanto riguarda gli
appuntamenti a tavola, cene a programma previste in vari ristoranti, nobili dimore e castelli del Piemonte,
lunedì 27 ottobre, presso lo spazio di Eataly, si terrà “
A tutt’Abruzzo”, cena preparata a quatto mani da
Peppino Tinari del
Villa Maiella di Guardiagrele (CH) e
Patrizia Corradetti del ristorante
Zenobi di Colonnella (TE).
Inoltre, tra le “
Cucine” e le “
Isole del Gusto”, nonché tra le bancarelle e gli stand del “
Mercato”, profumi e sapori d’Abruzzo (tra gli altri, il pomodoro a pera di Francavilla al Mare (CH), l'aglio rosso di Sulmona (AQ), gli arrosticini di pecora, il torrone dell'Aquila, la tradizionale pasticceria teatina) non mancheranno di conquistare i numerosi viaggiatori-degustato
ri del salone, grazie anche ad una serie di incontri e spettacoli organizzati ed allestiti dall’
Arssa (Agenzia Regionale Servizi di Sviluppo Agricolo), dalla
Camera di Commercio di Teramo, dalla
Provincia di Chieti, con la collaborazione di
Slow Food Abruzzo.
Infine, organizzati per aree geografiche, all’interno dell’Oval troveranno posto i
Presìdi prodotti e tutelati da Slow Food.
L’Abruzzo ne presenta ben quattro: tre della provincia dell’Aquila (il Canestrato di Castel del Monte, la Lenticchia di Santo Stefano di Sessanio, la Mortadella di Campotosto) e uno della provincia di Pescara (il
Pecorino di Farindola).
A Torino si attendono migliaia di visitatori. L'associazione
Dagli Appennini alle Onde, manco a dirlo, sarà presente, anche per raccontare a chi non potrà esserci, questo straordinario viaggio alle radici del cibo.
P.S. Comunque, tutti coloro che non potranno essere a Torino, potranno seguire
in diretta le giornate del Salone del Gusto e di Terra Madre sulla piattaforma
Wi-Pie TV, il progetto di web television della
Regione Piemonte, raggiungibile cliccando
qui